Milano, 1 Febbraio 2003
Allestimento di una vasca da 20 litri con il metodo ADA
Introduzione
In queste righe vi racconterò come ho
allestito il mio acquario da circa 20 litri Amico Crystal, di Askoll.
La vasca è dedicata in primo luogo
alle piante ed è stata allestita con un substrato ADA per il fondo.
In questo racconto vi mostrerò tutte
le fasi dell’allestimento fino alla fine; al termine, vedrete le immagini della
vasca dopo due mesi e mezzo di vita e l’inserimento dei pesci.
Prima di partire, però, mi preme sottolineare una cosa. I prodotti che descrivo qui di seguito sono esattamente quelli da me usati, ma la mia non vuole essere affatto una campagna pubblicitaria a favore di uno o dell’altro produttore. Semplicemente, io garantisco che con questo metodo e questi prodotti si può arrivare a questi risultati. Ovviamente, ogni prodotto analogo presente sul mercato può essere usato senza alcun problema. Ad esempio, al posto della Power Sand Special è possibile usare un qualunque prodotto per concimare il fondo e al posto dell’Aqua Soil Africana può essere usata ghiaia, sabbia o altre terre e così via.
Ciò che vorrei sottolineare è che io non posso dire nulla sull’uso di questi prodotti, non avendoli sperimentati.
In ogni caso, il metodo che qui
descrivo può essere usato come guida per l’allestimento di qualunque
acquario, sia da parte di chi si voglia cimentare in “esperimenti” come da parte
di chi inizia a allestire la sua “prima vasca”.
Al termine ho aggiunto una nota sulla fine della vasca, smontata nel Gennaio 2002.
Ma ora partiamo col racconto.
I materiali usati
Ecco cosa ho usato per allestire la vasca:
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Una vasca Askoll Amico Crystal (40×21×19 cm) da 19 litri totali |
Due lampade Lucepiù Askoll |
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Un impianto per la diffusione di CO2 CO2 Askoll System |
Una confezione di fertilizzante per il fondo ADA Power Sand Special S (2 litri) |
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Una confezione da 3 litri di substrato ADA Aqua Soil Africana (fine) |
Le soluzioni di sali per indurire l'acqua RO |
L'allestimento
A questo punto, una volta procurata
l’attrezzatura, è iniziato il montaggio delle varie parti.
Come prima cosa, ho montato il filtro esterno appeso e il riscaldatore nella vasca
e, subito dopo, l’impianto di CO2,
fino ad ottenere una vasca così:
Avendo deciso di allestire una vasca per le piante, ho voluto provare i prodotti ADA, così famosi per questo scopo.
Ecco, quindi, come ho allestito il tutto.
Ho iniziato a mettere il fondo fertilizzato, la Power Sand Special di ADA, un fondo costituito da pomice arricchita con torba, carbone attivo e batteri.
Ho usato l’intera confezione da due litri anche se, forse, sarebbe stato meglio usarne la metà.
Sopra il fondo fertilizzato ho messo
il substrato. Tra i vari tipi di substrato ADA disponibili ho scelto l’Africana
fine, che più mi piaceva per il suo colore e la sua granulometria. L’intera
confezione da tre litri è bastata a formare uno strato sufficientemente alto
(circa sei centimetri) per una corretta radicazione delle piante.
In pratica, ho ricoperto un fondo di
40×21 cm. Ed ecco il risultato finale:
A questo punto ho immesso una quantità di acqua sufficiente per l’operazione di piantumazione.
Il livello deve essere abbastanza alto da tenere le piante immerse ma non troppo alto da rendere complessa l’operazione.
Per non sollevare il fondo, ho appoggiato un piatto sul quale ho fatto cadere l’acqua, come illustrato in questa immagine
fino a raggiungere questo livello
Prima di mostrare la vasca con le
piante, volevo spendere due parole sull’acqua.
Per riempire la vasca ho usato acqua
demineralizzata con resine a letto misto (conducibilità < 1
mS/cm)
che ho indurito con dei sali da me preparati.
Queste soluzioni, che vedete illustrate nella Tabella 1, mi permettono di impostare l’acqua secondo i valori di GH e KH che più mi fanno comodo.
Per questa vasca ho deciso di portare
il GH a circa 6°d e il KH a circa 2.5°d.
I fondi Aqua Soil ADA, però, hanno
una notevole influenza sui valori dell’acqua; in particolare, l’Africana ha
l’effetto di far calare, nel tempo, sia il GH che il KH. Per cui, soprattutto
nelle prime settimane, ho dovuto eseguire parecchi cambi parziali e aggiunte
extra di sali per tenere GH e KH ai livelli voluti.
Questi cambi, inoltre, si sono resi necessari per controllare i parametri dell’acqua, che tendono a salire per l’utilizzo di questi fondi super-fertilizzati. Infatti, per ben tre settimane dall’allestimento, i nitrati e l’ammonio sono stati a valori veramente esagerati (nitrati oltre le 500 ppm e ammonio oltre le 6) e mi hanno impedito l’inserimento di qualunque pesce in vasca. Devo dire che se, forse, avessi usato meno Power Sand Special, le cose non sarebbe state così estreme.
Grazie a una serie abbondante di
cambi d’acqua (giornalieri per la prima settimana, durante la quale ho evitato
rigorosamente ogni luce che non fosse quella naturale della stanza, e,
successivamente, ogni 3-4 giorni, tutti nell’ordine del 30-40%) e alla partenza
molto rapide delle piante, i parametri sono rientrati nella norma e, a questo
punto, ho iniziato ad inserire i pesci.
Le piante
Ma torniamo al nostro allestimento;
ecco la disposizione delle piante nella vasca:
Procedendo dall’alto, possiamo vedere
a sinistra, subito vicino al diffusore della CO2, un ramo di
Hygrophila difformis, due steli di Rotala wallichii, uno stelo di
Limnophila, e
un gruppetto di Rotala rotundifolia.
Più in basso, sempre da sinistra e
sotto il diffusore, è visibile uno stelo di Heteranthera zosterifolia, una
piantina non meglio identificata, ma con tutta probabilità un piccolo
Echinodorus, un ramo di Hydrocotyle leucocephala.
In basso, sulla sinistra, un
cespuglio di Micranthemum umbrosum e a destra un praticello di Glossostigma elatinoides e alcuni steli di
Rotala wallichii.
Le piante vengono inserite nel fondo
con l’aiuto di una pinzetta, analoga a quella usata per la regolazione delle
sopracciglia dalle gentili signore.
Prima di metterle a dimora,
le piante sono state tolte dai rispettivi vasetti e le radici liberate dalla lana di
roccia che le avvolgeva. Tutto il procedimento viene fatto con delicatezza per
non rompere le sottili radichette. Una volta liberate, le radici vengono
accorciate a circa due – tre centimetri con una forbice ben affilata e poi tutta
la pianta viene lavata molto bene sotto un delicato getto di acqua fresca.
Ogni pianta, poi, viene suddivisa in
piccoli ciuffi o steli, e ognuno di essi viene piantato singolarmente.
Ed ecco come appare la vasca una
volta conclusa la fase di piantumazione:
Una volta conclusa a fase di
allestimento e di messa a dimora delle piante ho riempito definitivamente la
vasca con acqua, fino a raggiungere la capacità totale, come illustrato in
queste foto
A questo punto, la vasca viene
avviata regolarmente e lasciata girare con le sole piante per circa quattro
settimane, fino a quando, cioè, i valori rendono possibile il primo inserimento
di un piccolo branco di sei Corydoras pygmaeus.
Dopo altre tre settimane, ho
completato il gruppo dei pesci presenti introducendo due piccoli Otocinclus
affinis e un branco di dieci Rasbora heteromorpha.
La luce
L’impianto di illuminazione, come si
è visto, è quello di serie previsto da Askoll per questo tipo di vasca. C’è da
dire che, di norma, viene suggerita una sola lampada per questa vasca ma, dato
che la mia intenzione è di inserire e coltivare molte piante, ho pensato di
allestire il parco lampade con due plafoniere. Ognuna di esse contiene una
lampada Sylvania, da 16 mm di diametro, Cool White, da 11W.
Le luci sono regolate da un timer che
le accende alle 7 del mattino e le spegne alle 20.30, circa, per un totale di
tredici ore e mezza.
La CO2
La fertilizzazione con CO2
avviene, come visto, con un impianto a bombola usa e getta Askoll; la diffusione
è di circa una bolla al secondo.
Il diffusore è stato posizionato
proprio sotto l’uscita dell’acqua dal filtro, in modo tale che le bolle possano
essere rimescolate e sospinte in giro per la vasca, con lo scopo di incrementare
il loro tempo di contatto con l’acqua e dar modo a tutta la CO2 in
esse contenuta di sciogliersi.
La fertilizzazione
A questo punto, la vasca ha i
seguenti valori: 5°dGH, 2-2.5°dKH, pH 6, ferro libero 0 e chelato circa 0.5
mg/L, nitrati < 5 mg/L, ammonio circa 0.1 mg/L, nitriti assenti, CO2
a 24-28 mg/L, circa 15 mg/L di potassio e saturazione di ossigeno a tre-quattro
ore dall’accensione delle luci.
Ogni giorno viene aggiunto un
millilitro di ADA Brighty K per mantenere il livello utile di potassio e
settimanalmente quattro gocce di ADA ECA, a base di ferro.
Dato che fosfati e nitrati tendono a
zero, per evitare stalli alle piante si aggiunge, sempre ogni settimana, una
dose ridotta di Geen Brighty Special Lights, un fertilizzante a base di nitrati
e fosfati.
Due mesi e mezzo più tardi
All’inizio di Febbraio, la situazione
della vasca è quella mostrata nelle foto seguenti:
Dopo altre due settimane la
situazione è rimasta stabile. Le piante crescono abbondantemente, tanto da
richiedere una potatura settimanale, e la situazione delle condizioni dell’acqua
è ben controllabile. Resta sempre da segnalare l’abbassamento del GH,
controllato agevolmente con cambi d’acqua settimanali da cinque litri per volta.
Prima di chiudere, una nota; nelle pagine dei fiori troverete le foto dei fiori di H. leucocephala che si sono sviluppati nel Luglio 2001 in questa vasca. A Settembre, la pianta che sta crescendo lungo tutta la mia scrivania, ha messo altri 4 o 5 fiori nuovi.
Come detto all'inizio, all'inizio del 2002 la vasca si presentava così:
Poiché la vasca si trovava nel mio studio, e io non avevo più il tempo di curarla, per alcuni mesi è rimasta abbandonata a se stessa, coi soli rabbocchi d'acqua.
I pesci, nonostante non avessero più ricevuto alcun tipo di alimentazione per circa dieci mesi, hanno mostrato di essere tutti ben in salute quando sono stati spostati nella vasca con fondo in sabbia, confermando che in una vasca ben piantumata e matura non ci possono essere problemi di carenze di cibo per i pesci; la microfauna che si viene a creare basta a soddisfare le loro esigenze, anche per periodi di tempo davvero lunghi.