Milano, 7 Marzo 2001.

 

Questa è la cronaca dell'allestimento di una vasca per piante e Guppy secondo un metodo descritto da Luca Specchio. In essa troverete alcuni suggerimenti su come allestire una vasca e popolarla immediatamente con piante e pesci. Prima di procedere oltre, è meglio sapere che io consiglio questa procedura solo a chi sia veramente esperto e sappia come comportarsi in caso di insorgenza di problemi legati al ciclo dell'azoto (aumento improvviso dei nitriti, ad esempio). In caso contrario, è sempre meglio seguire le normali fasi di avviamento di una vasca come suggerito da tutti i manuali.

 

Siamo nel lontano Ottobre 1999 e, finalmente, mi decido a rifare una vasca che non aveva passato bene l'ultima estate. La vasca in questione è il Prezzemolino di Tetra che, durante il mese di Agosto, si era completamente riempito di alghe.

 

 

Preso il coraggio a due mani, decido di affrontare le fasi di allestimento e rifacimento della vasca usando il metodo suggerito da Luca Specchio a una serata GAEM, nello scorso Dicembre 1998. Mi procuro, quindi, pomice (nella fattispecie, riesco a recuperare della pozzolana, una pietra lavica molto usata nell'allestimento dei Bonsai), della torba in granuli (va benissimo quella usata per la filtrazione in acquariologia), dell'Osmocote® (il fertilizzante vero e proprio, che dovrà fornire azoto e fosforo per i prossimi mesi al fondo) e, come substrato definitivo, dell'Akadama, la terra tipica dei Bonsai. Tutto questo materiale, come si può vedere dalla tabella qui sotto, l'ho recuperato in un centro giardinaggio di Paderno Dugnano (tranne la pozzolana, che ho trovato in un altro centro, vicino a Monza).

 

I materiali usati per l'allestimento

La vasca, il Prezzemolino di Tetra

(36×22.5×24.5 cm) per 19.5 litri netti

La lampada che userò: il modello Global di IKEA (26.000 lire). 

Monta, di serie, una

Osram Dulux S, da 11W/41-827 (2700K)

Il riscaldatore, un 

Aquarium System da 25W

Il sistema di diffusione della CO2,

CO2 Askoll System

L'Osmocote, tipo "Per agrumi"

500 grammi per 13.700 lire

La pozzolana

2 litri per 6.000 lire

 

L'Akadama

10 litri per 33.000 lire (grana grossa)

 

 

 

 

Ma.... partiamo dall'inizio.

Come detto, dopo le vacanze, la vasca era in condizioni disperate; piena di alghe e con le piante sofferenti, come si può vedere bene nella foto sopra. Per cui, ho preso il coraggio a due mani e sono passato all'azione. Mi sono procurato i materiali necessari in un centro giardinaggio vicino a casa (Paderno Dugnano) e, un bel sabato pomeriggio di ottobre, sono partito con le operazioni. Ah... dimenticavo. Avendo deciso di rifare la vasca subito al ritorno dalle vacanze, ho pensato bene, prima di metterci le mani, di portare i valori dell'acqua ai livelli che volevo impostare nella nuova vasca rifatta. Per cui, con cambi d'acqua ogni 3 o 4 giorni, ho abituato lentamente piante e pesci ai nuovi parametri, per evitare bruschi stress e aggiungere complicazioni al già traumatico cambio di ambiente che i pesci avrebbero dovuto sopportare di lì a qualche settimana.

Per cui, ritornando al sabato di Ottobre, ho tolto i Guppy e li ho messi in un secchio con acqua nuova, un riscaldatore e una pietra porosa. Una volta fatto questo, ho tolto tutte le piante dalla vasca, ho buttato quelle più compromesse o vecchie e le ho sostituite con altre nuove.

Fatto questo, ho svuotato la vasca dal vecchio substrato e l'ho ben lavata, pulendo i vetri con della lana di perlon per non graffiarli; la stessa cosa l'ho fatta con il filtro, sostituendo la vecchia cartuccia filtrante con una nuova.

Alla fine, ho rimontato tutto e ho iniziato l'allestimento. Per prima cosa, ho messo sul fondo della vasca un cucchiaino da caffè di Osmocote; in questa foto potete vedere la forma che ha questo prodotto:

 

Ho aggiunto una manciata di torba in granuli per acquari e ho coperto il tutto con una busta da due litri di pozzolana (preventivamente risciacquata, anche se poi, nei successivi allestimenti, non l'ho più fatto), ottenendo questo risultato:

 

 

La pozzolana per Bonsai, una pietra lavica (tufo porfirico), molto porosa e leggera, proviene dalla zona del Vesuvio, da cui il nome. E’ una roccia piroclastica, molto simile alla pomice e è usata come substrato per fornire i micro nutrienti alle radici. Ha un suo uso industriale come additivo per cementi (i cementi pozzolanici). La cessione di questi nutrienti avviene grazie a un fenomeno di acidificazione locale, svolto dalle radici, che ha lo scopo di rendere solubili e, quindi, disponibili, i metalli contenuti. In questo modo i nutrienti vengono messi a disposizione delle piante senza entrare direttamente nell’acqua, dove sarebbero sfruttati anche dalle alghe. La sua granulometria è compresa tra i 5 e i 20 mm. Al contrario della pomice, che ha un colore grigiastro e tende a galleggiare, questa ha un colore marrone ed è sufficientemente pesante da rimanere sul fondo una volta messa l'acqua. La sua composizione è la seguente: SiO2 62.5%, Al2O3 17.5%, K2O 9.5%, Fe2O3 2.6%, CaO 2.5%, Na2O 2.2%, TiO2 0.5%, MgO 0.4%. pH 6.5 / 7.0.

Versandola direttamente SOPRA l’Osmocote, si tiene quest’ultimo ben confinato sul fondo della vasca, dove potrà essere raggiunto solo dalle radici delle piante. La sua granulometria grossolana è tale da evitare i fenomeni di impaccamento, tipici dei substrati più fini e teneri. Una volta stesa uniformemente, si ottiene uno strato di circa un centimetro di spessore.

L’ultimo strato da porre in vasca è l’Akadama, un terriccio per Bonsai venduto, anche questo, nei centri giardinaggio o in quelli specializzati per la tecnica Bonsai. Ne ho usato quasi la metà del sacco, per ottenere uno strato di 5-7 cm circa. L’Akadama è un terriccio vulcanico allofano, proveniente esclusivamente dal Monte Fuji, la montagna sacra per i Giapponesi, ed è caratteristico per la sua alta porosità; questa sua peculiarità consente un’ottima crescita delle radici in quanto esse possono assorbire le molte sostanze nutrienti in esso contenute. Inoltre, data la grana piuttosto grossa, permette un’ottima respirazione delle radici stesse. Esiste, ovviamente, in diverse granulometrie: fine media e grossa; quest’ultima, da 6 ÷ 7 mm, è quella usata in questo allestimento. I piccoli sassolini marrone chiaro, con una granulometria appena più grossolana del normale ghiaietto per acquari, hanno un CEC (cation exchange capacity) di circa 40, che sta ad indicare che questo prodotto ha una bella disponibilità di nutrienti e una scarsissima tendenza a cederli all’acqua della vasca. Questi nutrienti verranno immediatamente utilizzati dalle piante e resteranno fuori dalla portata delle alghe.

Ecco come ho deposto l'Akadama sopra la Pozzolana:

 

 

Una volta finito l'allestimento del fondo, ho provveduto a inserire l'acqua prima di mettere a dimora le piante. Per evitare di sollevare il fondo, ho posto in vasca una scodella che ho provveduto a riempire con un tubo e una pompa, in questo modo:

 

 

fino a arrivare a questo livello di acqua:

 

 

In queste foto, si può vedere il filtro del sistema ben pulito e in posizione. Non è ancora stato attivato. Il diffusore per la CO2 viene riempito di acqua, in modo che possa fungere da conta bolle, e viene posto direttamente sotto il filtro, cosicché le micro bolle che salgono in superficie possano venir ben distribuite per tutta la vasca. Verrà regolato a 4 ÷ 5 bolle per minuto. La bombola è da circa 500 grammi e non è ricaricabile. All’erogatore può essere attaccato un manometro per misurare la pressione residua e un’eventuale elettrovalvola, per interrompere la somministrazione di CO2 durante le ore notturne. Io, che sono contrario a questo sistema, lascio fluire la CO2 ininterrottamente per tutte le 24 ore.

L’acqua è ancora torbida e colorata in marrone, ma in poche ore, da quando la vasca inizierà a girare, schiarirà e diverrà bella limpida.

A questo punto inizia la fase di piantumazione. Come detto, molte piante sono state riprese dal precedente allestimento, dopo pulizia dalle alghe più visibili, mentre altre sono nuove. Per accelerare le fasi di avvio e maturazione della vasca, sono ricorso a un espediente; ho lasciato galleggiare le nuove piante per circa due settimane in un'altra vasca già avviata, in modo che si ricoprissero di batteri. Devo dire che l'andamento della vasca e del livello di nitriti ha confermato che è possibile avviare una vasca con pesci e piante senza problemi di sorta. Alla fine, la vasca si presentava così:

 

 

La vasca è stata finalmente riempita completamente. Come detto anche in altri miei articoli presenti su questi sito, l'acqua che preparo parte da una base con bassa conducibilità (inferiore a 1 mS/cm) e viene indurita con sali che mi preparo io, a base di bicarbonati di sodio e potassio, solfato di magnesio, cloruro di calcio e sale marino. Il tutto è utilizzato in modo da ottenere un GH di circa 5-6°d, un KH di circa 2-3°d e un pH di circa 5.7. Questo valore è raggiunto grazie alla notevole efficacia del diffusore Askoll e, dato che l'ambientamento è stato fatto molto gradatamente, non ha creato il minimo problema ai Guppy presenti in vasca. Una nota tecnica: l'Akadama, come tutte le terre allofane di questo tipo, ha una fortissima tendenza ad assorbire ioni calcio e magnesio, rendendo l'acqua molto tenera. Per i primi mesi è indispensabile monitorare continuamente il valore di GH e mantenerlo costante con continui cambi d'acqua o aggiunte mirate di sali (nella mia vasca da 100 litri, ho visto sparire in una sola settimana ben 5°dGH).

Il filtro viene avviato (l’innesco di questo filtro è rapido e senza particolari problemi), il riscaldatore acceso (impostato a 25°C) e l’acqua inizia a schiarire. Dopo circa una mezz’ora, l’effetto della filtrazione della sospensione è già abbastanza evidente e dopo un’ora, tutta l’acqua ha perso il suo colore scuro e sta diventando limpida.

 

 

In questa foto si vedono già i Guppy che nuotano e le bollicine di CO2 che escono dal diffusore.

La luce alle piante è assicurata da una lampada Osram Dulux S, come descritto in Tabella. La luce è certamente troppo calda, con poco blu, ma la lampada era in dotazione al sistema acquistato e, per le dimensioni, non ha molte varianti cromatiche sul mercato. E’ una lampada da 11W, compatta e molto luminosa. Sotto questa luce, le piante tendono ad assumere una colorazione rossastra. La resa luminosa è, comunque, eccellente sia per l’occhio che per la crescita delle piante. La lampada è già dotata di trasformatore e io ho applicato un timer che regola l’accensione delle luci dalle 7.30 del mattino alle 20.30, per un totale di tredici ore di luce continua, non intervallata da periodi di buio. Il portalampada viene tenuto a pochi centimetri dalla superficie dell’acqua. Il braccio della lampada è molto ben regolabile e le viti a galletta permettono di bloccarlo una volta trovata la posizione migliore.

Durante la prima settimana si è provveduto, in alcune occasioni, a rimuovere le foglie deteriorate delle Crypto, fenomeno già preventivato, e a rabboccare circa 1.5 litri di acqua evaporata (che è la quantità di acqua che si perde ogni settimana, essendo la vasca aperta, nelle condizioni di movimento e temperatura impostate). Si è anche aggiunta una dose di fertilizzante pari a 2.5 mL di Verde Incanto. Anche dopo sette giorni, i nitriti sono sempre non misurabili. Durante questa prima settimana si è notato lo sviluppo di alghe filamentose, segno che c’è in vasca un eccesso di nutrienti. Per controllare questo fenomeno, sarebbe opportuno effettuare dei cambi d’acqua frequenti in questo periodo, dato che le piante appena messe a dimora non hanno ancora iniziato il loro processo fotosintetico e i nutrienti non vengono, per questo motivo, ancora consumati, restando a disposizione delle alghe. Questo è dimostrato dal fatto che, a parte due eccezioni rappresentate dall’Echinodorus e dalla Eusteralis stellata, le altre piante sono cresciute poco o nulla. Il fenomeno è particolarmente evidente nelle Limnophila, che normalmente presentano un tasso di crescita settimanale di oltre 10 ÷ 15 cm; in questa settimana sono cresciute di soli 3 ÷ 4 cm. Stentando le piante, le alghe sono favorite nello sviluppo.

Dopo due settimane, la situazione si presenta così:

 

Allo scadere del primo mese, le piante hanno ormai raggiunto il pelo dell'acqua e la vasca si è trasformata in un'autentica foresta:

 

Si è così proceduto alla potatura delle piante più alte.

 

 

Come potare le piante? Una domanda che mi sento spesso rivolgere. Non si può dare un metodo generale per potare le piante. Però, posso provare a dare qualche indicazione di massima. Per esempio, le piante a stelo possono essere recise, con una forbice ben affilata, un paio di centimetri sotto il pelo dell'acqua e, se la talea così ottenuta è abbastanza lunga, la si può ripiantare in modo da rinfoltire il cespuglio. 

L'Echinodorus rosè, invece, ho dovuto sfoltirlo in quanto le foglie hanno raggiunto delle dimensioni ragguardevoli. Si tagliano, quindi, quelle più esterne e vecchie, favorendo la crescita di nuove. Questa pianta mette una nuova foglia ogni 2-3 giorni.

Alla fine della potatura, la vasca appare così:

 

E dopo un mese e mezzo, così:

 

 

Un dettaglio di un rametto di Rotala rotundifolia:

 

Come detto, le alghe sono rimaste per alcune settimane, prima di sparire del tutto: Ecco come apparivano le foglie della Crypto e della Lilaeopsis carolinensis:

 

A oltre un anno e mezzo di distanza, la vasca ha risposto bene e le piante sono cresciute in maniera esagerata.

Purtroppo, per un accavallarsi di eventi, la vasca è stata un po' trascurata e le piante hanno creato una vera e propria giungla acquatica impenetrabile, tanto che ormai gli avannotti di Guppy non hanno più alcun timore di predazione da parte degli adulti

 

e ora sono arrivati a un numero esagerato.

Tra l'altro, dopo aver inserito un ciuffo galleggiante di Micranthemum umbrosum, ricavato da un'altra vasca, mi sono ritrovato dopo un paio di mesi con una vera e propria crosta in superficie che i pesci stessi faticano a perforare. Credo proprio che quanto prima dovrò porre mano e rimettere un po' di ordine nel folto della vegetazione. Ovviamente, le piante più basse hanno un po' sofferto a causa della mancanza di luce sul fondo.

 

Per ora, posso solo augurarvi una buona continuazione con la visita del mio sito.

Un saluto a tutti.

 

A presto.

 

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