Milano, 25 Marzo 2001

 

Quanti pesci inserire?

 

Ed ecco la seconda "domanda impossibile". Anche in questo caso non è facile rispondere in modo generico. Diciamo che, come linea di principio, un appassionato che si accosti per la prima volta a questo hobby dovrebbe popolare la vasca con il MINOR numero di pesci possibile. So che questo farà storcere il naso a molti, ma la realtà è che all'inizio i rischi di combinare pasticci e uccidere i nostri ospiti sono molto alti, per cui cerchiamo di fare il danno minore. Meno peci abbiamo in vasca meno problemi avremo noi e maggiori garanzie di sopravvivenza avranno loro.

Stabilito questo, mettiamo in chiaro subito una cosa; la regola, che sicuramente vi verrà indicata, che ogni centimetro di pesce ha bisogno di tot litri di acqua (tot varia, a seconda delle fonti, da 1 a 5 litri) è una GROSSA IDIOZIA. Non è assolutamente possibile fare un conto del genere dato che questa regola non tiene conto di una verità indiscutibile: i pesci hanno un carattere. E alcuni pesci, come i Ciclidi, in particolare, hanno un carattere ancora più forte e accentuato di altri, in quanto hanno una territorialità molto spiccata. Vi sono piccoli Ciclidi da 5-6 centimetri in grado di controllare una vasca da 100 litri e più, uccidendo ogni conspecifico capiti loro sotto tiro. Per cui, prima di acquistare un  pesce, informatevi accuratamente del suo comportamento e, soprattutto, della sua taglia da adulto. E' facile mettere 10 scalari, ad esempio, in una vasca da 50 litri quando sono piccoli. Ma non appena avranno raggiunto la maturità sessuale (in genere, intorno ai 9-10 mesi) potete stare certi che inizieranno le lotte per il territorio e in una vasca così piccola, alla fine, ne sopravvivranno non più di un paio. Per cui, occhio al carattere e alle dimensioni.

Altri pesci, invece, amano stare in branco coi propri simili e acquistarne un numero ridotto potrebbe provocare atteggiamenti innaturali; al contempo, esistono pesci di cui non si può avere un solo esemplare per vasca, in quanto estremamente aggressivi verso esemplari della stessa specie e sesso. Ve ne sono, invece, altri che si comportano in maniera ostile verso pesci di altre specie, solo per il fatto che questi ultimi possiedano caratteristiche morfologiche che richiamano una competizione intraspecifica (classico esempio il Betta splendens, o pesce combattente, che attacca ogni esemplare che mostri un pinnaggio troppo appariscente).

Quindi, ne deriva la seguente

 

Regola 2: scegliere il numero di pesci in base alle loro caratteristiche caratteriali (territorialità, aggressività, compagnia) e alle dimensioni che raggiungeranno da adulti.

 

 

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