Milano, 12 Febbraio 2003
L'acqua potabile
L'acqua che esce dai nostri rubinetti è, sicuramente, il metodo più comodo per riempire l'acquario tra i tanti a nostra disposizione.
Purtroppo, però, non sempre va bene.
A parte i problemi di durezza, già visti in altri punti, qui vorrei aggiungere solo due parole sul perché sia meglio non usare, a meno di casi particolari, l'acqua potabile.
Per legge, la composizione minerale dell'acqua potabile deve rispettare certe specifiche che, malauguratamente, non sempre si adattano alle nostre esigenze. Ad esempio, la legge ammette, nell'acqua che sgorga dai nostri rubinetti, un limite massimo di 50 mg/L di nitrati; è abbastanza intuitivo capire che un simile valore, se è tollerato dal nostro organismo, è del tutto fuori luogo in un acquario dove, tranne casi sporadici, i nitrati hanno la brutta tendenza ad accumularsi.
Disgraziatamente, i nitrati non sono gli unici ioni fastidiosi, per noi acquariofili, presenti nell'acqua potabile.
Anche i silicati, tanto cari alle diatomee, un genere di alghe che formano patine viscide e marroni, e i metalli pesanti, generalmente derivanti dalla presenza di vecchie tubature in piombo o rame, hanno una forte presenza in acqua di rubinetto. Tutti questi ioni giocano un ruolo negativo in acquario e possono essere, più o meno, eliminati con trattamenti quali l'osmosi inversa o la demineralizzazione attraverso resine a scambio ionico.
Al di là di tutto questo, di per sé già abbastanza negativo, abbiamo anche altri due problemi legati alla tipologia delle falde da cui gli acquedotti attingono l'acqua che, poi, distribuiscono in rete. Il primo è dovuto alle variazioni stagionali nella concentrazione dei minerali, conseguenza di piogge o siccità che fanno variare i livelli delle falde, mentre il secondo è legato al differente contenuto di inquinanti biologici che costringe a somministrazioni, più o meno irregolari e inaspettate, di disinfettanti clorati, molto pericolosi se finissero in acquario.
Per questi, e per gli altri motivi che riguardano la durezza e che ho già trattato, il mio suggerimento è di non usare l'acqua di rubinetto a meno che non se ne possa fare proprio a meno. In ogni caso, suggerisco l'uso regolare e prudente di un buon biocondizionatore per l'acqua, per essere sicuri di non dover incorrere in qualche spiacevole incidente dovuto ad un eccesso di inquinanti. Per grossi volumi di acqua, che impoverirebbero, in breve tempo, le nostre risorse economiche, vi suggerisco di considerare l'acquisto di biocondizionatori per laghetti, in genere più concentrati ed economici di quelli per acquario, che vi permettono di trattare enormi volumi di acqua a costi nettamente inferiori.
Una nota finale: l'uso di agenti acidificanti per abbassare il pH dell'acqua potabile è da evitare nel modo più assoluto. Hanno un potere solo temporaneo, incidono pesantemente sul potere tampone dell'acqua, possono essere molto pericolosi e aggiungono, spesso, all'acqua sostanze che si vorrebbe evitare di avere presenti.