Milano, 2 Aprile 2003

Ciao a tutti.

Mi è stato chiesto più volte se sia possibile rivitalizzare un fondo esaurito o, addirittura, rendere fertile un fondo sterile.

Innanzitutto, però, vorrei sottolineare che una fertilizzazione del fondo è opportuna solo se si abbiano molte piante e, tra esse, ve ne sia un buon numero dotate di apparato radicale sviluppato (Cryptocoryne, Echinodorus ecc.); inutile fertilizzare il fondo se avete poche piante e a fusto.

Oltre a tutti i prodotti acquariofili adatti allo scopo, e che vi suggerisco di provare nel caso non siate abbastanza esperti, io volevo suggerire un sistema decisamente economico e di facile accessibilità.

Questo metodo si basa sui prodotti per giardinaggio che si possono reperire in ogni supermercato o vivaio.

Le cose a cui si deve fare più attenzione è reperire prodotti di buona qualità e con il minor contenuto di azoto e fosforo possibile.

Per quanto riguarda l'azoto, ad esempio, è possibile trovare prodotti che lo contengono sia in forma inorganica (nitrati e/o ammonio) che organica (urea). In genere, io suggerisco di scegliere prodotti col minor tasso di nitrati e preferendo azoto ureico all'azoto ammonico.

L'eventuale presenza di microelementi (ferro, zinco, rame e altro) è anche da valutare attentamente ed è da evitare nel caso si utilizzi anche una fertilizzazione liquida in acqua.

Inoltre, sarebbe meglio evitare di fertilizzare troppo il fondo se l'avete allestito con materiali molto porosi, come la ghiaia, che permettono una circolazione dell'acqua attraverso di essi tale da portare nella colonna d'acqua soprastante i nutrienti che tanto faticosamente avrete nascosto nel fondo. Ecco perché, ad esempio, è meglio non usare un cavetto riscaldante se fertilizzate il fondo.

Quindi, giusto per essere chiari, io suggerisco di usare questi prodotti con fondi molto “schermati” come i fondi in sabbia, ad esempio.

Detto questo, passiamo ad esaminare alcuni prodotti adatti allo scopo.

Da qualche mese io sto usando questi quattro prodotti:

 

Floriperle

Flortis

PIK

16-2-6

 

Il primo prodotto indicato, il Floriperle, è un concime per gerani che contiene il 14% di azoto (4,8% azoto nitrico, 9,2% azoto ammoniacale), il 7% di fosforo (come anidride fosforica, il 6,8% della quale solubile in acqua) e il 24% di potassio (come ossido di potasiso solubile), oltre a rame (0,05%), ferro (0,15%), molibdeno (0,007%) e zinco (0,015%) solubili in acqua. Questo fertilizzante è molto potente e deve essere usato con parsimonia e solo con fondi in sabbia e fittamente piantumati. 

Il secondo prodotto, il Flortis, è un concime composto dal 12% di azoto (4,5% di azoto nitrico, 5,0% di azoto ammonico e 2,5% di azoto ureico), dal 7% di fosforo (anidride fosforica solubile in acqua) e dal 7% di potassio (ossido di potassio solubile in acqua); inoltre, contiene lo 0,13% di ferro chelato con EDTA, stabile tra pH 4,5 e 7. Questo prodotto è, a mio avviso, abbastanza adatto all'uso che propongo.

Il terzo, il PIK di Guaber, è formato per l'8% da azoto nitrico, per il 10% da fosfaoro (come anidride fosforica solubile in acqua) e per il 30% da potassio (come ossido, solubile in acqua). Nonostante l'alto tasso di fosforo, è consigliabile per l'alto contenuto di potassio, un elemento sempre carente in acquario.

L'ultimo, infine, è un prodotto di origine americana di cui non conosco il nome e che ho indicato solo con la sigla che ne indica la composizione, 16-2-6. Infatti, esso contiene il 16% di azoto (2% come azoto nitrico, il 3,5% come urea e il resto come azoto ammonico), il 2% di fosforo (come anidride fosforica solubile) e il 6% di potassio (come ossido di potassio solubile). Si può facilmente capire come questo prodotto sia indicato per il suo basso tasso di fosforo che lo rende ideale per questo tipo di fertilizzazione.

In linea di principio, quindi, un fertilizzante per il fondo dovrebbe avvicinarsi quanto più possibile alla composizione di quest'ultimo prodotto per essere meno aggressivo e pericoloso per il rischio alghe.

In ogni caso, ricordate che questi sono prodotti molto potenti e andrebbero usati solo in vasche MOLTO ricche di piante, tenute sotto stretto controllo, dotate di impianti per la distribuzione di anidride carbonica e con un'illuminazione adeguata.

 

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