Milano, 12 Aprile 2003
Molto spesso sento parlare di vasche già avviate che
hanno, improvviso, un innalzamento della concentrazione di nitriti. Capire perché accada questo non è sempre facile,
ma potrebbe essere utile capire perché i nitriti siano così pericolosi per
i pesci. Forse, per dare maggior chiarezza al discorso, potrebbe essere utile paragonare
l'intossicazione da nitriti a qualcosa che ci sia, almeno un po', più
familiare: l'intossicazione da monossido di carbonio (CO). Entrambe le specie chimiche, infatti, si legano in maniera
difficilmente reversibile all'emoglobina, rendendo, di fatto, molto difficile lo
scambio con l'ossigeno; in pratica si viene a formare un legame molto stabile
tra emoglobina e CO (o nitrito) che impedisce la respirazione. Questa "nuova"
emoglobina, tra l'altro, prende un nome del tutto particolare: metemoglobina.
Questo nome viene dato per indicare che si tratta di una diversa specie chimica
che ha perso tutte le caratteristiche originarie dell'emoglobina. Per poter ripristinare la funzionalità tipica dell'emoglobina è
necessario intervenire con mezzi drastici e "forzare" l'ossigeno a sostituire la
molecola avvelenatrice, l'ossido di carbonio. Nel caso dei pesci, il processo è del tutto analogo, ma,
ovviamente, non è possibile mettere un pesce in camera iperbarica in atmosfera
arricchita di ossigeno. Esistono, però, dei procedimenti differenti, e più adatti
all'ambiente acquario, che permettono di ottenere risultati positivi. Ad esempio, si può ricorrere ad un bagno in acqua salata; è noto, infatti,
che lo ione cloruro sia direttamente in competizione per il sito di legame
dell'ossigeno nell'emoglobina, tanto è vero che l'intossicazione da nitriti è abbastanza
rara nel caso degli acquari marini (dove è più temuta, e a ragione,
l'ammoniaca). Un altro sistema potrebbe essere quello di utilizzare il blu di
metilene, un normale antimetemoglobinemico (tanto è vero che, pare, possa essere
usato, nel caso degli umani, anche per avvelenamenti da cianuro, che agisce
analogamente al CO). Con queste righe mi premeva di più dare un'idea del perché i
nitriti siano pericolosi e non di come curare un pesce intossicato, anche
perché, come ho detto nell'introduzione al sito, di malattie di pesci me ne
intendo molto poco e non vorrei aver detto delle inesattezze nella parte che
riguarda la cura. Quello che è certo è che, comunque, si può far
molto per ridurre gli effetti di un picco di nitriti. Ad esempio, se l'acquario è popolato di
pesci, si può utilizzare una resina scambiatrice per ridurre la quantità di
ammoniaca che, ricordo, è sempre la responsabile primaria di un'intossicazione
da nitriti. Quindi, come primo intervento d'urgenza, introdurre una zeolite
potrebbe essere sicuramente utile. Fatto questo, si possono presentare due
successive possibili soluzioni, a seconda che l'acquario sia già avviato da tempo oppure di
nuova installazione. Nel primo caso, pur
essendo presenti pesci già stressati dal
picco di ammoniaca e nitriti ed essendo il filtro già avviato e maturo, io
consiglio di fare, comunque, qualche cambio d'acqua consistente; poiché sono
presenti pesci, come detto, il rischio che abbiano a subire gravi conseguenze potrebbe
essere troppo alto ed è meglio dare una bella botta agli inquinanti con
un cambio d'acqua che, nei casi più gravi, potrebbe anche arrivare al
50% del volume totale della vasca. In questi casi è meglio ripetere il cambio anche nei giorni
successivi, fino alla completa scomparsa nei nitriti, segno che il filtro ha
ripreso a fare il suo dovere. Nel caso in cui, invece, l'acquario sia di
recente installazione e che, quindi, sia privo di pesci, lasciamo pure che il
ciclo dell'azoto si compia senza intervenire; in assenza di animali, la presenza
di ammoniaca e nitriti non è pericolosa. Le piante potrebbero soffrire
l'ammoniaca, ma solo se la nostra vasca abbia un'acqua con un pH non abbastanza
basso da portare tutta l'ammoniaca ad ammonio
(vedere la tabella
relativa)
.
In ogni caso,
ricordate che un picco di ammoniaca o nitriti, normale nelle fasi di avvio di un
nuovo acquario, è sempre un evento molto grave se si manifestasse in una
vasca già matura; in questi casi sarà molto importante, una volta che sia
passata l'emergenza, capire il perché questo fatto si sia verificato e agire in
modo tale da evitare, in futuro, il ripetersi di simili eventi.