Milano, 9 Febbraio 2003

 

Le leggende metropolitane dell'acquariofilia

 

L'interruzione dell'illuminazione ostacola le alghe

 

Un altro esempio di come un depliant pubblicitario possa "dettar legge" nel nostro settore.

Questo accorgimento venne diffuso all'interno di una certa linea di prodotti per acquari qualche anno fa e, ancora oggi, viene spacciato per fondamentale nella lotta alle alghe.

Addirittura, si arrivò al punto di affermare, in modo assolutamente ridicolo, che ai tropici ci fossero sempre temporali a mezzogiorno, così da giustificare questa assurda pratica.

Le ragioni che spinsero a questa forzatura, in realtà, da un certo punto di vista, non sono del tutto assurde; sono solo mal impostate.

Vediamo, innanzitutto, di spiegare perché questo "buco di luce" sia inutile, se non dannoso.

L'interruzione dell'illuminazione porta le piante a un "falso stop" nella fotosintesi e scombussola il loro orologio biologico. Molte piante, infatti, hanno un meccanismo interno che le porta a sfruttare la luce per la fotosintesi solo per un certo numero di ore. Insistere con l'illuminazione, quindi, è inutile. Tuttavia, se a metà del loro fotoperiodo, quando la fotosintesi è massima, tra l'altro, noi togliamo la luce, le mettiamo in condizioni di non poter sfruttare al meglio la produzione di energia per il loro fabbisogno. Quando riaccenderemo la luce per un secondo periodo, la loro ripartenza sarà molto più lenta, in quanto faranno fatica a capire cosa stia succedendo. In pratica, facciamo loro raggiungere la massima velocità fotosintetica e poi, sul più bello, togliamo loro la luce. Tutti i meccanismi avviati si troveranno, di botto, senza "benzina", con danni anche importanti ai loro apparati.

Le alghe, invece, essendo organismi più semplici e adattabili, soffriranno di meno per questa interruzione.

Ora che abbiamo visto perché il buco di luce non serve, vediamo di capire da dove arriva questa scelta.

La linea che propugna questa interruzione è nota per i suoi acquari di piante; queste vasche, in genere, soffrono di un problema non sempre trascurabile: la sovrasaturazione di ossigeno. Secondo una linea di pensiero, un eccesso di ossigeno in acqua rallenta i meccanismi fotosintetici e spinge le piante verso la respirazione, piuttosto che verso la fotosintesi. Inoltre, un eccesso di ossigeno in acqua è dannoso in quanto ossiderebbe il ferro a uno stato che, sempre per chi propugna questa teoria, non sarebbe disponibile per le piante. Come questa affermazione sia palesemente falsa, lo abbiamo visto in un altro punto di questo sito. Qui mi limiterò a dire che, alla luce di questa supposizione, per quanto sbagliata possa essere, l'eccesso di ossigeno può essere, effettivamente, estremamente dannoso. Ecco che l'interruzione forzata della fotosintesi, quindi, aiuterebbe a tenere basso il tasso di ossigeno, lasciando il ferro nello stato ridotto e impedendo alle piante di passare alla fase di respirazione.

Alla luce di quanto detto, quindi, appare abbastanza evidente che il famoso buco di luce non serve, in realtà, a nulla, se non a ostacolare la sana crescita delle piante.

Di certo, non ostacola le alghe.

 

Torna alla pagina delle leggende