Milano, 26 Giugno 2001

Il cavetto sotto sabbia

 

Il cavetto sotto sabbia è un'incognita per la maggior parte degli acquariofili. Molti, infatti, si sentono dire, al momento dell'allestimento della loro prima vasca, che è molto importante riscaldare il fondo per una corretta crescita delle piante.

Ma è vero?

Cercare di rispondere a questa domanda in via definitiva porterebbe a una guerra di religione senza fine; per questo motivo, mi limito a riportare le mie esperienze e le mie idee a riguardo.

Innanzitutto, vediamo di chiarire i motivi che hanno portato a spingere il mercato acquariofilo verso questo accessorio o verso una sua variante, la piastra.

Il cavetto sotto sabbia dovrebbe avere, nelle intenzioni di chi lo propone, la funzione di riscaldare il fondo in modo tale da favorire il radicamento delle piante e impedire la loro marcescenza, dovuta all'ormai famoso fenomeno dei "piedi freddi".

In realtà, questa è una pura e semplice opera di marketing. Infatti, nelle VERE intenzioni di chi lo propone, nell'ambito della propria filosofia, il cavetto avrebbe tutt'altra funzione. Vediamo di chiarirla con parole semplici.

Come prima cosa ricordo che esistono due tipi di cavetti da fondo: a bassa e ad alta potenza (mi riferisco al wattaggio prodotto, non all'alimentazione a 220 o a 12V). Il cavetto a bassa potenza avrebbe la funzione di favorire i processi batterici del substrato di fondo per rendere maggiormente disponibili le sostanze nutritive, in esso celate sia durante la fase di allestimento sia quelle depositatesi durante la normale vita dell'acquario. Questi cavetti non sono abbastanza potenti da produrre un efficace movimento di acqua attraverso il fondo e, quindi, non possono essere considerati come degli efficienti riscaldatori per l'acqua. A questi è sempre necessario abbinare un riscaldatore a provetta.

I cavetti ad alta potenza, invece, sono stati ideati con il solo intento di provocare il movimento dell'acqua nel fondo, non per scaldarla o per scaldare le radici delle piante, ma per far sì che l'eccesso di fosfati in essa accumulati potesse venire bloccato dal ferro presente nel fondo stesso; non dimentichiamo, infatti, che questa filosofia prevede l'allestimento di un fondo sterile (privo, cioè, di alcun tipo di fertilizzante) in cui sia stata distribuita una discreta quantità di laterite, una terra molto ricca di ferro. Attraversando la laterite, l'acqua cede a essa i fosfati, che vengono bloccati dal ferro presente e, quindi, sottratti alla disponibilità delle alghe. Data la potenza sviluppata, questi cavetti sono in grado di mantenere in temperatura l'acqua dell'acquario senza bisogno di altri sistemi riscaldanti.

Come vedete, le vere motivazioni dei produttori sono del tutto diverse da quelle normalmente vantate per questo tipo di accessorio.

Per quello che mi riguarda, io sono fermamente convinto che il cavetto non abbia alcuna funzione utile significativa per la crescita delle piante. Può servire nell'ambito dei vari metodi industriali, come sopra accennato, ma NON ESISTE un solo lavoro scientificamente valido che dimostri come le piante acquatiche necessitino di avere le radici riscaldate per crescere sane e robuste.

 

NON UNO!!!

 

Pertanto, il mio consiglio è il seguente: se la vostra vasca verrà sistemata in un ambiente riscaldato e nel quale, soprattutto durante l'inverno, la temperatura non scenda mai sotto i 20°C, il riscaldamento del fondo non serve a nulla; risparmiate i soldi del cavetto e acquistate, piuttosto, un impianto per la diffusione dell'anidride carbonica, sicuramente più utile. Questo, ovviamente, nell'ipotesi che la vostra sia una vasca normale e non debba seguire le filosofie industriali che prevedono l'uso di questo costoso accessorio.

Infine, se non avete intenzione di seguire scrupolosamente la filosofia che la propone, NON METTETE laterite nel fondo; il rischio di sollevarla durante le normali fasi di manutenzione dell'acquario è molto alto e questo potrebbe portare a contatto con l'acqua una grossa quantità di potenziali nutrienti per le alghe: ferro e fosfati in testa.

 

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