Milano, 26 Gennaio 2003

Come allestire il fondo

 

Il fondo in una vasca di piante è il punto più importante fra tutti i possibili. Il perché è presto detto: il fondo deve avere tutti i nutrienti che servano alle piante, li deve tenere lontani dalla colonna d'acqua, per non darli in pasto alle alghe, e li deve rilasciare per il più lungo periodo possibile. Purtroppo, riuscire a soddisfare tutti questi requisiti contemporaneamente è molto difficile, per non dire impossibile.

 

Suggerire un metodo per fare un buon fondo, tuttavia, non è impresa titanica e in queste poche righe cercherò di dare quanti più suggerimenti possibili a riguardo.

 

Substrato

Innanzitutto, cominciamo dalla parte più a vista e importante, il substrato. Con questo termine si intende la parte del fondo che rimane sopra ogni altra e in cui metteremo a dimora le piante, su cui appoggeremo gli arredi e in cui i pesci da fondo scaveranno con maggior divertimento. Per tutte queste ragioni, il substrato dovrà essere in grado di soddisfare il nostro gusto personale, le necessità delle piante e i bisogni dei pesci. Fortunatamente, il mercato ci offre una grandissima varietà di materiali, da quelli appositamente prodotti per gli acquari a quelli "recuperati" da altre discipline. Vediamoli più in dettaglio.

Ghiaia

E', forse, il fondo più usato in assoluto. E' costituito da sassi più o meno piccoli e di vari materiali. Il mio consiglio è di usare ghiaia che sia in quarzo e, se possibile, ceramizzata. Questo prodotto, dal costo relativamente basso, ha diversi pregi. Innanzitutto, non rilascia calcare, com'è tipico del ghiaino policromo classico (prodotto che sconsiglio vivamente in un acquario dedicato alle piante); inoltre, i sassi hanno una forma arrotondata che non ferisce i delicati apparati buccali dei pulitori di fondo, come i Corydoras o gli Ancistrus. In ultimo, cosa non disprezzabile, viene venduta in diversi colori, dal bianco al nero, passando attraverso tutti i colori dell'iride (esistono ghiaie rosse, blu, verdi ecc). Io consiglio di usare un colore scuro, meglio nero, in quanto rende più brillanti i colori dei pesci e li tranquillizza, rendendoli meno timidi. Per calcolare quanta ghiaia vi serve per allestire il vostro fondo, fate questo semplice calcolo: misurate le dimensioni della base della vasca (larghezza e profondità) e moltiplicate tra loro i valori in centimetri così ottenuti. Fatto questo, moltiplicate il risultato ottenuto per i centimetri di altezza che il vostro fondo dovrà avere. Il risultato che otterrete dovrà essere diviso per 1000. Così facendo, avrete calcolato il volume, in litri, del fondo; la quantità di ghiaia necessaria per questo fondo corrisponde a un numero di chilogrammi pari al volume ottenuto in litri (il dato è approssimato, ma in genere ci si azzecca a sufficienza).

Per avere un buon fondo in cui piantare i fusti sottili di molte piante, o non rischiare di vedere andare a galla un Echinodorus o un'Anubias, vi consiglio almeno una profondità di circa 10 cm.

Lava

In alcune occasioni mi è stato chiesto se sia possibile fare un fondo con questo materiale. In linea di principio la risposta potrebbe essere positiva; la lava è un minerale molto ricco e bello da vedere. Purtroppo, però, ha un grosso difetto, presentando spigoli vivi molto acuminati, tali da mettere seriamente in pericolo l'incolumità dei pulitori di fondo e di ogni altro pesce che decidesse di andare a brucare sul fondo del cibo eventualmente caduto. Per cui, tranne rare eccezioni, sconsiglierei di usare questo materiale per il fondo.

Sabbia

La sabbia è indubbiamente il materiale più naturale con cui allestire un fondo; è economico, è bello da vedere e va bene per tutti i pesci.

Ultimamente io sto allestendo le mie vasche con questo materiale e, devo ammettere, mi sto ricredendo e rendendo conto come, anche per la sabbia, le leggende metropolitane che girano sono davvero incredibili.

Circa un anno e mezzo fa scrivevo, infatti:

"Purtroppo, anche in questo caso esistono alcuni lati negativi che mi portano a sconsigliare un simile fondo per una vasca di piante. Per prima cosa, la sabbia ha un potere di "trattenimento" delle radici delle piante nettamente inferiore a quello della ghiaia; ciò significa che per poter avere la stessa possibilità di piantare uno stelo di Egeria, ad esempio, è necessario uno strato di sabbia MOLTO più alto che non uno di ghiaia. E questo, ovviamente, trascina con sé un altro effetto negativo, dato dalla minor permeabilità del fondo in sabbia all'aria che non un fondo in ghiaia. In pratica, con un fondo in sabbia più alto di 5 cm ci sono forti rischi di creare zone con poco ossigeno in cui si inneschino processi di decomposizione profonda. Per evitare ciò, potrebbe essere utile abbinare a uno buon fondo in sabbia l'uso di un cavetto riscaldante di sufficiente potenza; in questo modo, il movimento dell'acqua riscaldata attraverso il fondo dovrebbe garantire la sufficiente ossigenazione.

Ultimo neo, la difficoltà a pulire il fondo e la facilità con cui si può rimescolare, liberando i fertilizzanti, eventualmente nascosti in essa, nell'acqua della vasca."

In effetti, devo ammettere che tutto questo è incredibilmente falso.

I miei fondi in sabbia trattengono benissimo anche le piante a fusto anzi, le trattengono molto meglio di quanto farebbe un fondo in ghiaia, tanto da farmi dire che un fondo in sabbia da 5 cm è più che sufficiente.

Se si ha, poi, l'accortezza di inserire alcune piante dotate di buon apparato radicale, come le Cryptocoryne e gli Echinodorus, l'ossigenazione che queste producono nel fondo è più sufficiente a evitare problemi di decomposizione e anossia.

Quanto alla pulizia, poi, questa è anche più facile che non per un fondo in ghiaia in quanto è sufficiente aspirare con un piccolo tubo ciò che si deposita sul fondo e che non viene rimosso dal filtro, senza il problema di rimescolare il substrato, come accade sifonando la ghiaia.

Infine, i fertilizzanti nascosti sotto la sabbia restano "schermati" e non si trasferiscono con facilità alla colonna d'acqua, come avviene coi fondi in ghiaia.

In pratica, oggi devo ammettere che un fondo in sabbia è sicuramente da preferire a uno in ghiaia.

Akadama

Un substrato che, se non in tempi recenti, non è mai stato impiegato in acquariofilia. E' costituito da un terriccio per bonsai che proviene dalle pendici del Monte Fuji. Esiste in differenti composizioni, a seconda della profondità da cui viene estratto, e in differenti granulometrie. Io lo uso in grana grossa come base, per ridurre la possibilità di avere zone povere di ossigeno, che copro con quello a grana più fine. Dato il suo colore marrone, rende l'acquario molto più naturale della ghiaia ed è meno problematico per i pesci per la sua tenerezza. E' una via di mezzo tra la ghiaia e la sabbia, quindi, con i lati positivi di entrambe e senza aspetti negativi. Purtroppo, questo prodotto viene commercializzato solo da centri specializzati in bonsai, mentre è più facile trovare un prodotto del tutto analogo in forma, anche se non del tutto come colore e consistenza, ma di qualità nettamente inferiore. Spesso, questo pseudo-akadama, dopo un certo periodo di immersione in acqua, inizia a sfaldarsi e diventa una fanghiglia orribile a vedersi. Per cui, se decideste di allestire una vasca con questo materiale, accertatevi che sia il prodotto originale giapponese. Nella pagina dell'allestimento del Prezzemolino potrete vedere il sacco da 10 litri in formato originale; vi aiuterà a non sbagliare nella scelta.

Una nota finale: questa terra ha un elevato potere addolcente dell'acqua; nei primi mesi di utilizzo è INDISPENSABILE monitorare frequentemente il GH in quanto calcio e magnesio vengono letteralmente "risucchiati" da questo prodotto (a me è capitato di assistere alla scomparsa, nel giro di 5 giorni, di 6°dGH).

 

Fertilizzante

Questa parte del fondo non è strettamente necessaria, anche se per un acquario di piante è fortemente consigliata. Anche in questo caso, il mercato acquariofilo offre un'ampia scelta di soluzioni più o meno "chiavi in mano" per allestire un buon fondo fertilizzato. Tuttavia, per chi volesse cimentarsi in un fai da te all'insegna dell'esperimento, ecco cosa vi consiglio di usare.

Laterite o terra rossa

Come ho già esposto in altri punti del mio sito, questo materiale NON HA potere fertilizzante; anzi, come fertilizzante non vale proprio nulla. Per cui, vi sconsiglio di usare questo prodotto al di fuori della metodologia messa a punto dalla casa che per prima l'ha proposto sul mercato. Senza contare che se il fondo non viene fatto bene, è facile che esca durante le operazioni di piantumazione e di pulizia, con conseguenze del tutto sgradevoli.

Pomice

Questo materiale, invece, è sicuramente da consigliare per diversi motivi. Per prima cosa, ha un discreto potere fertilizzante in quanto contiene tutti i nutrienti che servono alle piante e che esse possono facilmente recuperare. Secondariamente, la sua porosità favorisce l'insediamento di batteri che aiutano a decomporre i residui che si dovessero depositare nel fondo, aiutando a fertilizzare. Il mio consiglio è di mettere 1/5 dell'altezza del fondo in pomice. Ottima, per questo scopo, anche per la sua alta densità che non la porta a galleggiare, è la pozzolana, facile da reperire nei centri che vendono materiale per bonsai.

Torba

In alcuni casi è consigliabile usare torba in granuli o di sfagno come fonte di materiale organico per le radici delle piante. Sicuramente, tra i due tipi è sicuramente da preferire la prima, possibilmente per uso acquariofilo, in quanto più stabile e con meno problemi di decomposizione dello sfagno. Un dosaggio adeguato è di circa un pugno di torba in granuli per 100 litri di acqua.

Terriccio fertilizzato

Nonostante questa cosa possa far inorridire i più vecchi e ortodossi acquariofili, è possibile usare il terriccio che si usa comunemente per il giardinaggio. E' ovvio che questo impiego dovrà essere riservato a quegli acquariofili un po' smaliziati che abbiano un minimo di esperienza di manutenzione e che siano in grado di rimediare a eventuali inconvenienti derivanti da una sovra fertilizzazione, cosa non rara con questo tipo di prodotto. Lo consiglio soprattutto a chi allestisca un fondo in sabbia.

Carbone

In alcuni allestimenti si suggerisce l'aggiunta di carbone nel fondo. Lo scopo, secondo me, è di adsorbire l'eccesso di sostanza organica derivante dalla presenza di fertilizzazioni troppo spinte (ad esempio, con terriccio), cedendo più lentamente nel tempo queste sostanze, oltre a fornire un discreto substrato ai batteri, come accade per la pomice. Un cucchiaino da caffè per 100 litri di acqua basteranno per le nostre necessità.

Calcio carbonato (calcare)

Anche questo prodotto ha un uso alquanto specifico per certi allestimenti "garibaldini"; il suo scopo è quello di alzare leggermente il pH dei fondi troppo fertilizzati, magari con torba e terriccio, ed evitare grossi problemi alle radici delle piante, che amano sì l'acidità, ma non eccessiva. Circa 10/20 grammi di calcio carbonato in un fondo per 100 litri di acqua è una quantità sufficiente a nostri scopi.

Osmocote ®

Questo prodotto, di recente immissione sul mercato, ha il pregio di fornire alcuni elementi, come azoto, fosforo e potassio, cedendoli in maniera controllata e costante nel tempo, senza per questo inquinare l'acqua. Esiste in diversi rapporti tra i nutrienti e in diverse durate. Tuttavia, è un prodotto da consigliare "con le pinze" data la sua potenza. Un dosaggio ragionevole può essere di una decina di grammi per una vasca da 100. Un conto corretto, tuttavia, lo si ottiene basandosi sul suo contenuto di fosforo e considerando di non avere mai in acqua più di 0.05 mg/L di fosfato, supponendo che il prodotto possa rilasciarlo tutto in un solo colpo. Solo in questo modo sarà possibile dosare correttamente questo fertilizzante in funzione della sua composizione. Un suggerimento: se allestite una vasca non solo per le piante, ma anche per i pesci, i residui che cadranno sul fondo, se non verranno rimossi, formeranno, col tempo, un'ottima fonte di nutrimento per le piante che renderà superfluo l'uso di questo prodotto.

 

Come vedete, nulla è stato detto, se non di striscio, su cavetti e altri ammennicoli atti a scaldare il fondo. Per questo motivo, vi rimando alla pagina sull'argomento.

 

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