Milano, 28 Settembre 2001

Come nutrire i pesci

 

Forse sembra strano vedere una pagina come questa sul mio sito, che di pagine dedicate ai pesci ne ha proprio poche, ma, in realtà, la cosa è molto più correlata alle piante di quanto non si possa pensare. Infatti, molti, se non la quasi totalità, degli inquinanti in acquario (trasformati dal filtro in nutrienti per le piante, nitrati e fosfati in testa) arrivano proprio dal cibo che si somministra ai pesci, e sempre da esso derivano, spesso, molti dei problemi che affliggono gli acquariofili, primo tra tutti il problema delle alghe. Ecco perché questo è un punto molto importante e a cui vorrei dedicare un po' di attenzione.

 

Quantità

Una parte importante di questo argomento è dedicata alla quantità di cibo da dare ai nostri pesci; è impossibile definire una regola per stabilire quanto cibo dare e ogni quanto tempo. Teniamo presente, però, che la maggioranza dei pesci è in grado di ingurgitare, senza sosta, enormi quantità di cibo, salvo poi scoppiare per occlusioni intestinali varie.

:-))

Inoltre, c'è da considerare che, oggi, un pesce rischia di morire, in acquario, per molte cause, ma raramente per carenza di cibo. Infatti, in ogni vasca ben avviata, si vengono a formare grosse quantità di microrganismi, che noi non vediamo senza l'ausilio di un microscopio, ma che per i pesci costituiscono una fonte inesauribile di cibo vivo. Quindi, non facciamoci intenerire dai nostri amici; diamo loro poco cibo (se proprio si vuole un parametro, io direi di dare la quantità che venga consumata in non più di trenta secondi; i 2-3-5 minuti di cui si sente spesso favoleggiare sono, a mio avviso, eccessivi). Poco cibo significa poco inquinamento e pochi problemi. Queste ultime due voci (inquinamenti e problemi) sono, spesso, direttamente proporzionali alla quantità di cibo somministrata, soprattutto se abbinata a una scarsa manutenzione della vasca (leggi cambi d'acqua).

 

Qualità

La qualità del cibo per i pesci deve essere, ovviamente, la migliore possibile poiché solo i mangimi di qualità possono assicurare un alto tasso di nutrienti per i pesci e un basso inquinamento dell'acqua. Se possibile, fate attenzione al contenuto di fosfati dichiarato dai produttori (quando lo trovate); minore il contenuto di fosforo, minore sarà l'inquinamento dell'acqua.

Il cibo in granuli è da preferire, secondo me, perché più stabile delle scaglie e permette di essere consumato anche dai pesci più lenti; da evitare, se possibile (o da limitare al massimo) l'uso del surgelato o del vivo, in quanto fonte di altissimo inquinamento (difficile tenere una vasca pulita dalle alghe se si usa somministrare spesso del surgelato ai pesci).

E' anche molto importante cercare di equilibrare la dieta, fornendo la componente vegetale che tutti i pesci, chi più e chi meno, richiedono. Carenze di fibre possono spingere i pesci ad attaccare le vostre piante.

 

Quando

I pesci dovrebbero mangiare spesso, ma poco.

Ovviamente, non tutti noi abbiamo la possibilità di rifornire frequentemente di cibo i nostri amici, per cui dobbiamo operare una scelta. In questi casi, meglio somministrare il cibo al mattino, in modo che i pesci diurni abbiano il tempo di consumarlo senza farlo decomporre sul fondo. Somministrate cibo anche di sera solo se avete pesci di abitudini notturne, come Ancistrus, Botia o Corydoras. Soprattutto, cercate di fornire cibo adatto a questi pesci che, vi ricordo, NON SI NUTRONO DI RIFIUTI o di scarti, ma consumano cibo esattamente come tutti gli altri, anche se in una zona diversa della colonna d'acqua.

 

Le assenze: le mangiatoie automatiche e i pastiglioni

E' questa la fase più delicata per un acquariofilo: partire e non sapere come nutrire i propri pesci. Quando, poco più sopra, ho affermato che un pesce è più facile che muoia per colpa del cibo in eccesso piuttosto che di una sua mancanza, mi riferivo anche a queste situazioni. Quando ci assentiamo ci viene spesso l'idea di somministrare ai nostri pesci quei preparati a lunga durata o di usare le mangiatoie automatiche. In verità, esiste anche una terza soluzione di cui parlerò dopo.

Prima di trattare questi argomenti, premetto che un pesce è in grado di sopravvivere senza cibo esterno per diversi giorni; i miei pesci, ad esempio, restano per oltre un mese senza che nessuno dia loro alcunché, in agosto, e non hanno mai manifestato segni di sofferenza. E' anche vero che in una vasca molto ricca di piante le formazioni algali che si creano, e le colonie di microrganismi che in esse si instaurano, possono tranquillamente fornire ai nostri pesci tutto il nutrimento di cui essi hanno bisogno. Per cui, anche se la nostra vasca è di recente installazione, stiamo tranquilli che per una o due settimane potremo lasciare a loro stessi i nostri pesci, sicuri di ritrovarli ancora tutti vivi e vegeti al nostro ritorno.

Premesso questo, passiamo a trattare i  due sistemi sopra esposti; il primo è assolutamente da sconsigliare. I pastiglioni per il week end non sono altro che blocchi di materia che i pesci, in genere, non mangiano e che finiscono per inquinare l'acqua e basta. Come detto, due giorni di digiuno non possono uccidere un pesce neppure se malato. Quindi, partiamo pure senza problemi per il nostro week end senza mettere nulla in vasca. I nostri amici ci ringrazieranno di certo.

Le mangiatoie automatiche, invece, possono costituire un valido aiuto solo se ben calibrate e ben usate. Innanzitutto, si devono evitare assolutamente le scaglie; l'umidità dell'acquario, entrando nella camera, le farà o marcire o produrrà una fanghiglia che, nella migliore delle ipotesi non uscirà più dalla mangiatoia, rendendola del tutto inutile o, nell'ipotesi peggiore, impasterà insieme tutto il cibo, facendolo cadere tutto in un colpo in acqua, producendo un inquinamento spaventoso e pericoloso. Per cui, assicuratevi di mettere nella camera solo granulato di ottima qualità.

Soprattutto, quando regolate i dosaggi, ricordate che la mangiatoia deve servire per far SOPRAVVIVERE i pesci alla vostra assenza; non esagerate coi dosaggi, è del tutto inutile e pericoloso.

Il terzo punto di cui volevo parlare è la pessima abitudine di affidare a terzi (in genere, i parenti stretti) la responsabilità di nutrire i pesci; una persona che non abbia mai avuto un acquario non sa come nutrire i pesci. Io so di persone che in una settimana hanno esaurito barattoli da 100 grammi di cibo, provocando morti abbondanti tra la popolazione delle vasche. Come detto, se proprio non ve la sentite, ricorrete alle mangiatoie automatiche, ma NON affidate ad altri la gestione del vostro acquario.

 

Conclusione

Per chiudere, riassumo i punti importanti, dal mio punto di vista, per un acquario di piante e pesci.

Nutrite poco e con parsimonia i vostri pesci; conterrete l'inquinamento dell'acqua e li spingerete a consumare ciò che trovano in vasca (un buon modo per tenere sotto controllo le alghe).

Non esagerate con le somministrazioni e date il cibo al mattino, in modo che abbiano tutto il tempo di consumarlo.

Se vi assentate per qualche giorno (fino a due settimane), non avete alcun bisogno di utilizzare mezzi artificiali per nutrire i vostri pesci; troveranno da soli ciò che servirà loro in giro per la vasca.

Se decidete di usare una mangiatoia, usate solo granuli di alta qualità e non  esagerate coi dosaggi. Non mettete nella camera troppo cibo che, cadendo in acqua, potrebbe produrre un eccessivo inquinamento. Fate delle prove nei giorni precedenti la vostra partenza, in modo da vedere come funziona la mangiatoia; se è dotata di batterie, ricordate di mettere SEMPRE delle batterie nuove prima di partire, perché se delle batterie si devono esaurire, potete stare sicuri che, di tutti i 365 giorni che hanno a disposizione, sceglieranno proprio i 10 della vostra assenza per farlo.

Infine, non incaricate nessuno, che non sia un acquariofilo di cui abbiate completa fiducia, di nutrire i vostri pesci.

 

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