Milano, 7 Giugno 2001
Il filtro
Come tutti sanno, il filtro è il cuore dell'acquario; è lui che "cattura" le sostanze nocive e le trasforma in innocue per i nostri pesci, pulisce l'acqua dalle particelle in sospensione, tiene l'acqua in movimento eccetera eccetera.
Però, in una vasca dedicata alle piante, non è sempre vero che tutte queste operazioni siano effettivamente positive per tutto il sistema acquario. Vediamo di chiarire in parole semplici cosa intendo dire con questa affermazione.
Come detto, il compito principale del filtro di un acquario è prendere l'acqua dalla vasca e eliminare da essa tutte le sostanze che possono essere tossiche per i nostri ospiti. In cima a questa lista si trova, ovviamente, l'ammoniaca. Un filtro ben maturo trasforma l'ammoniaca in nitrito e poi in nitrato, una sostanza decisamente meno tossica per i pesci.
Questo, dal punto di vista dei pesci, è quanto di meglio si possa sperare, ma per le piante è la stessa cosa? Ovviamente, la risposta non può essere che negativa. No! Le piante non gradiscono questo tipo di lavoro. L'ammoniaca presente in acqua, e proveniente dal metabolismo dei pesci, si trova prevalentemente sotto forma di ammonio (a meno che la vostra vasca non abbia un pH così elevato da vanificare tutto quanto sto per dire), come è facile vedere nella tabella che riporto nella parte relativa alla chimica. Questo ione, NH4+, oltre ad essere molto meno tossico dell'ammoniaca, è anche molto più gradito alle piante che non il più noto nitrato.
Perché mai? direte voi... fino ad oggi ci hanno sempre raccontato che le piante assorbono i nitrati e ora questo ci salta fuori con questa bella trovata?
Ebbene sì; fino ad oggi vi hanno sempre raccontato una parte della verità. L'altra parte, che non tutti raccontano semplicemente perché non tutti la conoscono, è che il metabolismo delle piante è molto complesso e i meccanismi di assorbimento dei nutrienti dovrebbero essere approfonditi e studiati con maggior attenzione.
Ora, non è questo il luogo dove fare una dissertazione di fisiologia delle piante (troverete qualcosa nel sito sulle alghe, www.algae.it, non appena la parte relativa sarà completata) e mi limiterò, quindi, a raccontare le cose in modo molto semplice.
Le piante richiedono grosse quantità di azoto, dato che una buona parte del loro tessuto e dei loro componenti cellulari contengono questo elemento. Tuttavia, al contrario di quanto si supponga, l'uso dell'azoto da parte di una pianta non avviene in forma di nitrato, se non in rare eccezioni, ma in forma di AMMONIO. Proprio così; una pianta usa come fonte primaria di azoto lo ione tanto odiato dagli acquariofili e non il tanto decantato nitrato.
Detto così, non sembrerebbe tanto complicato. Invece, sotto c'è il trucco: se noi diamo alla pianta il nitrato, la pianta se lo deve trasformare in ammonio, prima di usarlo. Questa trasformazione, purtroppo per noi, costa tanta energia alla pianta, tanto che se la pianta potesse usare solamente ammonio come fonte di azoto, potrebbe fotosintetizzare con una velocità del 30% più alta. Invece, ricevendo nitrato, la pianta deve usare parte dell'energia che ricava dalla fotosintesi per ridurre questa sostanza ad ammonio e poi usarlo per produrre gli amminoacidi di cui ha bisogno.
Tutto questo discorso dove ci porta? Ci porta a definire un punto molto importante:
in un acquario di piante, un filtro
NON DOVREBBE ESSERE TROPPO EFFICIENTE!
In parole semplici, l'ammonio prodotto dai pesci dovrebbe essere lasciato a disposizione delle piante, evitando che passi troppo presto dal filtro, che costringerebbe le piante a un lavoro supplementare: ridurre nuovamente il nitrato appena ossidato dal filtro.
Ed eccoci, quindi, al punto cruciale del nostro discorso: come si allestisce un filtro per l'acquario di piante?
Partiamo dal classico biologico a tre scomparti, tanto diffuso in Italia; del filtro esterno parleremo dopo.
Il filtro biologico
Nel primo scomparto, in genere più piccolo e collegato alla vasca tramite una serie più o meno abbondante di fori, si dovrebbe mettere il riscaldatore a provetta. Per evitare guai, il mio consiglio è di mettere un riscaldatore di buona qualità e, possibilmente, di tipo elettronico. Costa un po' di più, ma vi garantisce una costanza di rendimento nel tempo senza uguali e non vi giocherà mai brutti scherzi. Come wattaggio, il consiglio che si dà normalmente è di 1W/L, circa. Io vi dico che la cosa ha una certa importanza nelle fasi iniziali, quando l'acqua deve essere portata in temperatura. In seguito, il wattaggio del riscaldatore non è più così importante, dato che dovrà solo impedire che l'acqua scenda troppo al di sotto del valore impostato. Per cui, se proprio volete risparmiare, fatelo sulla potenza, non sulla qualità.
Il secondo scomparto è quello più importante. In genere, si riempie di materiale adatto ad ospitare i batteri nitrificanti e lo si copre con spugna o lana di perlon che esegua la filtrazione meccanica. E qui si decide il destino del nostro filtro. Per una vasca dedicata alle piante, io consiglio di non riempire troppo questo scomparto, per evitare un eccessivo insediamento di batteri. In pratica, per un acquario da 100 litri, basta mettere un litro di cannolicchi di ceramica, o di materiale equivalente, a svolgere la funzione di substrato per i batteri e di coprire il tutto con una bella spugna sintetica (non usate le comuni spugne da bagno, ma solo quelle opportunamente prodotte per acquari) o un bel batuffolo di lana di perlon, che non dovrà essere compresso con una pressa idraulica, ma dovrà essere lasciato quanto più possibile soffice e voluminoso. Ci penserà il passaggio dell'acqua a comprimerlo quanto basta. Ciò che è importante è non lasciare zone libere in cui l'acqua possa infiltrarsi, saltando la fase di filtraggio meccanico. Disponete bene la lana di perlon su tutta la superficie dei cannolicchi di questo scomparto. Il consiglio che vi do è di inserire i cannolicchi in una reticella di plastica a maglie larghe (ideale, a questo scopo, quella rete che si usa per i limoni o le arance nei supermercati); questo vi renderà le cose più semplici quando vorrete sollevare i cannolicchi per pulire il filtro dalla fanghiglia che, immancabilmente, si accumulerà sul fondo di questo scomparto. In alternativa, se ve la sentite, potete infilare uno per uno tutti i cannolicchi con del filo di nylon (ottimo quello da pesca) come una collana. Quando sarà il momento di pulire il filtro, vi basterà tirare un cannolicchio per estrarre tutta la "collana" dal filtro. Quando fate questo, ricordate di mettere subito i cannolicchi estratti a mollo in un secchio, in cui avrete messo un po' di acqua dell'acquario (quanto basta per tenerli coperti), e di tenerceli per tutto il tempo che vi servirà per pulire il filtro. Se questo tempo dovesse superare la mezzora, è utile aerare l'acqua del secchio con una porosa e un aeratore.
Nel terzo e ultimo scomparto, si potrà mettere la pompa; per la sua portata, esistono diverse scuole di pensiero. A me piace avere una pompa molto veloce che tenga ben movimentata l'acqua e ne faccia passare il più possibile nel filtro, per incrementare la filtrazione meccanica e rimuovere tutto il particolato in sospensione che ostacolerebbe la penetrazione della luce. Il getto della pompa dovrà essere diretto quanto più possibile parallelo alla superficie dell'acqua, ma senza creare fontane, per ridurre la possibilità di disperdere la CO2, tanto faticosamente immessa in acqua.
Un'ultima nota sui materiali da usare per i cannolicchi; oggi vanno molto di moda i cannolicchi ultra porosi che garantiscono alte superfici di insediamento per i batteri e possibilità di zone anaerobiche che riducano i nitrati ad azoto gassoso. Come abbiamo visto fin qui, queste sono due situazioni che in un acquario di piante dovrebbero essere evitate come la peste. Quindi, se volete un consiglio, NON usate cannolicchi super porosi per questo tipo di filtro, ma limitatevi ai cannolicchi classici in ceramica comune. Saranno più che sufficienti per svolgere il loro lavoro.
Il filtro esterno
Questi tipo di filtro è, forse, il più indicato per le vasche di piante, in quanto non disturba la visuale e svolge il suo compito con un passaggio "forzato" dell'acqua attraverso tutti i suoi scomparti e materiali filtranti.
Come allestire un filtro di questo tipo non è possibile dirlo in generale, dato che ognuno è fatto alla sua maniera; quello che si può dire è che i materiali da inserire dovrebbero rispettare quanto finora detto, sia come ordine di inserimento che come tipologia. Quindi, prima la filtrazione meccanica con spugne e lana e poi quella biologica, con pochi cannolicchi, strettamente di ceramica e non super porosi.