Milano, 26 Gennaio 2003

La fertilizzazione delle piante

 

Prima di tutto una premessa: in questo capitolo non parlo della somministrazione della CO2 o della luce, ma mi limito a considerare i soli prodotti destinati a fornire metalli e altri nutrienti per le piante d'acquario.

 

Questa, per le piante, è sicuramente l'operazione più importante da eseguire in acquario. Al contempo, è anche la più delicata e, quasi sempre, viene male interpretata da molti acquariofili. Per esempio, chi utilizza i prodotti industriali trova scritto sulle confezioni in che dosaggio usare il prodotto e, in genere, si attiene alle indicazioni riportate, salvo poi avere problemi di piante che stentano o di alghe che compaiono; e da qui a incolpare il prodotto di tutte le nostre sventure, il passo è breve.

Purtroppo, quello che i prodotti industriali NON dicono è che i dosaggi sono sempre calibrati per acquari MEDIAMENTE dotati di piante. Cosa vuol dire "mediamente"? Nulla! Due vasche, apparentemente identiche e dotate dello stesso numero e tipo di piante non hanno la stessa richiesta di nutrienti perché le condizioni dell'acqua e della luce saranno, invariabilmente, diverse. Per cui, come sempre accade in questo hobby, è estremamente difficile dare dei consigli di comportamento riguardo questo tema. Saranno la sensibilità e l'esperienza di ogni acquariofilo a fare la differenza e a dar modo di usare al meglio i prodotti in vendita.

Ciò che vi posso suggerire è di usare sempre i prodotti fertilizzanti CON PARSIMONIA, sopratutto alle prime somministrazioni; partite da quantità che siano pari alla metà di quanto dichiarato nelle istruzioni e osservate come reagisce la vostra vasca. Solo dopo un mese con questi dosaggi potrete decidere se continuare così o variare le dosi, aumentandole o diminuendole, ma ricordate che è sempre meglio stare scarsi con le fertilizzazioni che abbondare; l'esplosione di alghe è sempre dietro l'angolo.

Un altro dettaglio che spesso sfugge è come capire se si è fertilizzato troppo o troppo poco. Purtroppo, questo lo si può sapere solo controllando l'acqua e vedendo se ciò che abbiamo aggiunto è stato consumato o meno. Questo tipo di controllo, per il comune acquariofilo, è praticamente impossibile da eseguire; quindi, è necessario trovare un sistema che sia alla portata di tutti e non dia troppi problemi.

Un buon metodo è quello di controllare l'accumulo di ferro; la maggioranza dei fertilizzanti per acquari si preoccupa di aggiungere ferro, un elemento quasi sempre carente nelle nostre vasche. Quindi, consiglio di munirsi di un buon kit per la determinazione del ferro e di controllarne la presenza. Una buona fertilizzazione è quella che mostra una quantità di ferro in acqua non superiore a 0.05-0.1 mg/L di ferro TOTALE per non più di 24 ore; dopo questo periodo il ferro deve essere stato completamente assorbito. Se troviamo ferro in acqua dopo 24 ore significa che abbiamo esagerato e le piante non sono più in grado di assorbirlo, lasciandolo a disposizione delle alghe. Una cosa importante riguardo ai kit da usare è che la maggior parte di essi è in grado di misurare solo il ferro ridotto e non chelato o ossidato. Solo un paio di kit oggi in commercio (credo il Dupla e, sicuramente, il Tetra) possono dare una misura del ferro TOTALE presente in acqua.

Ma la fertilizzazione deve avvenire in acqua o è meglio fertilizzare il fondo?

Diciamo, in linea di principio, che la fertilizzazione del fondo va sempre bene poiché permette di accumulare discrete quantità di nutrienti in una zona della vasca che resta al di fuori della portata delle alghe; però non tutte le piante possono assumere fertilizzanti dalle radici e, quindi, non sempre fertilizzare il fondo è sufficiente. Per le piante a fusto diventa quasi indispensabile fertilizzare anche in acqua.

Vediamo, ora, i vari tipi di fertilizzazione in acquario.

 

I fertilizzanti per il fondo

Questi fertilizzanti sono i più consigliati in quanto permettono di "nascondere" alle alghe tutti i nutrienti che servono alle piante. Esistono in commercio diversi prodotti ed il loro scopo è quello di fornire nutrimento alle piante dotate di radici. Purtroppo, però, sopratutto se le vasche sono molto illuminate, la loro durata è limitata nel tempo e dovrebbero essere reintegrati. La difficoltà sta nel fatto che questi fertilizzanti devono stare sotto il substrato e non è possibile ripristinare la loro funzionalità se non rifacendo ex novo l'acquario. Va da sé che questo tipo di fertilizzazione deve essere ben preventivato e studiato PRIMA di allestire un acquario in quanto una volta avviata la vasca è impossibile rimettere mano al tutto e rifare il fondo.

Una nota mia personale; in acquari molto riccamente piantumati è possibile aggirare questo problema lasciando che i sedimenti che si depositano normalmente sul fondo possano essere decomposti dai batteri che, col tempo, in esso si insediano. Per cui, un buon metodo potrebbe essere quello di non sifonare lo sporco durante i cambi d'acqua o, meglio ancora, di ridurre gli interventi di manutenzione al fondo stesso. Attenzione, però: così facendo si corrono seri rischi di avere infezioni e malattie tra i pesci, sopratutto tra quelli che più degli altri vivono in prossimità del fondo stesso.

 

Gli additivi per il fondo

Questi prodotti sono usati come palliativi per rifornire un fondo esaurito o non ben fertilizzato; in genere, però, si tratta di prodotti di scarsa o dubbia efficacia e di durata breve. Inoltre, il loro posizionamento richiede di intervenire in prossimità delle radici delle piante con rischio di danneggiarle o di sollevare detriti e sedimenti. Infine, la loro formulazione è tale da produrre un discreto inquinamento in quanto i leganti usati per tenere insieme i nutrienti sono sostanze estranee all'acquario e del tutto inutili per la sua ecologia.

In ogni caso, io sto usando da alcuni mesi gli stick per piante d'appartamento e, devo dire, funzionano egregiamente. Se decideste di fare altrettanto, procuratevi quelli con il più basso contenuto percentuale di azoto e fosforo e spingeteli bene in profondità, quando li usate. Io li consiglio a chi ha il fondo in sabbia, in quanto questo materiale, per la sua consistenza, è in grado di "schermare" i nutrienti e isolarli dalla colonna d'acqua meglio di quanto possa fare la normale ghiaia.

 

I fertilizzanti per l'acqua

Si tratta dei prodotti forse più usati in assoluto. Dato che non tutte le piante acquatiche assorbono dalle radici (alcune, le radici non le hanno nemmeno), ma tutte assorbono dalle foglie, questo è di gran lunga il metodo di fertilizzazione più usato e utile. Il problema principale che si pone con questo tipo di somministrazioni è la facilità di sovradosaggio con conseguente accumulo in acqua di sostanze nutritive utili per le alghe. Per questo motivo suggerisco di stare sempre molto scarsi coi dosaggi, sopratutto se la vasca non è molto dotata di piante. Accertatevi sempre di cosa contengano i fertilizzanti che usate e, se potete scegliete quelli che riportano sulla confezione la composizione o il contenuto in elementi.

Tenete presente che, spesso, molti dei componenti di questi prodotti, sopratutto quelli da dosare giornalmente, sono sostanze con una stabilità limitata nel tempo e non possono essere conservati per lunghi periodi salvo perdita di efficacia. Quindi, accertatevi di non comperare mai quantità eccessive e non esponeteli mai ai raggi diretti del sole o alle alte temperature. Teneteli fuori dalla portata dei bambini e lontani dalle zone dove si mangia. Se potete scegliere, preferite il metodo "poco, ma spesso", piuttosto che "tanto, ogni tanto", di somministrazione.

Ricordate che la fertilizzazione va fatta in base alla massa vegetale che avete in vasca, per cui, se potate le piante, NON fertilizzate per le prime 24 ore e, dopo, fatelo con moderazione. Le piante potate, per i primi tempi, impiegano la loro energia fotosintetica per porre rimedio ai danni della potatura e non consumano nutrienti per crescere. Inoltre, per i primi tempi, la massa vegetale sarà ridotta rispetto a prima e richiederà meno nutrimento.

 

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