Qualità dell'acqua

 

La maggior parte delle piante si adatta abbastanza bene al cambiamento dell'ambiente acquatico nei vari passaggi dal coltivatore, al grossista, al negoziante per finire all'acquariofilo.

Alcune, però, mostrano di soffrire parecchio questi passaggi, tanto da mettere in difficoltà l'acquariofilo dilettante che, dopo aver messo a dimora una bellissima Cryptocoryne, ad esempio, se la vede deperire e sparire letteralmente sotto gli occhi. Niente paura; nella quasi totalità dei casi si tratta di una reazione alle mutate condizioni ambientali. Restando nel campo delle Crypto, queste sono le piante più difficili sul mercato e hanno la brutta abitudine di reagire a OGNI cambiamento ambientale con la totale perdita delle foglie, che sostituiranno con altre nuove nel giro di qualche settimana.

Altre piante, invece, hanno forme differenti delle foglie a seconda che crescano emerse o sommerse. Gli esempi più classici sono costituiti dalla Limnophila sessiliflora, dall'Hygrophila difformis e dalla Rotala rotundifolia, piante le cui foglie assumono morfologie anche diversissime tra i due ambienti. Non dimentichiamo che per una maggior redditività, le piante d'acquario vengono coltivate in ambiente idroponico, in cui solo le radici vengono tenute immerse in soluzioni fortemente fertilizzate mentre il resto della pianta rimane emerso; per cui, una volta messe in acquario tendono a perdere la forma originaria delle foglie e a sostituirla con altra diversa.

Infine, vi sono delle piante che non reggono proprio lo shock del trapianto in vasca e muoiono; questo capita più facilmente con piante adulte che non con quelle giovani. A me è capitato di veder letteralmente "svanire" una pianta madre di Echinodorus bleheri in una notte!

Anche gli sbalzi di pH, tra gli altri, sono abbastanza dannosi.

Quindi, cerchiamo di abbinare tra loro piante con analoghe richieste sulle caratteristiche dell'acqua.

 

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